Prospettive e stakeholder

Le professionalità del laureato in Scienze e tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti della informazione, in base alla nomenclatura e classificazione redatta dall'ISTAT, rientrano solo in parte nel Gruppo delle Professioni tecniche più affini (3.4.4 - Tecnici dei servizi culturali), in quanto gli attuali codici ISTAT non sono adeguati a descrivere nella loro più ampia articolazione le effettive professionalità dei laureati in Scienze e Tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti della informazione.
Queste sono invece riconosciute dalla legge Madia ( 110/2014) che prevede Esperti di Diagnostica e di Scienze e Tecnologie applicate ai Beni Culturali tra le professioni previste nel Codice Beni Culturali. Anche nei profili professionali ICOM ve ne sono alcuni coerenti con la formazione erogata nel nostro corso di studi e più precisamente nella Carta Nazionale delle Professioni Museali (2008) al punto 4.3 "Ambito:
ricerca, cura e gestione delle collezioni".
I laureati in Scienze e tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti della informazione svolgeranno attività professionali presso enti locali e istituzioni specifiche, quali sovrintendenze, musei, biblioteche, archivi, nonché presso aziende ed organizzazioni professionali operanti nei settori dello scavo archeologico, del restauro, della tutela dei beni culturali, dell'informazione e dei relativi supporti.
In particolare, il corso si occupa della formazione di figure professionali di recente introduzione, di seguito elencate.

- Operatori geoarcheologi ed archeologi di terreno (specialisti della diagnostica in campo geoarcheologico e dello scavo archeologico)
Verranno preparati ad occuparsi di:
Rilevamento, studio e diagnostica dei siti e dei paesaggi archeologici, al fine di individuarne l'esistenza, delimitarne l'estensione, valutarne il grado di conservazione ed i processi di formazione, valutare i rischi in merito alla conservazione, a supporto delle operazioni di scavo archeologico, gestione della relativa documentazione e di progetti di tutela e valorizzazione.
Le loro competenze sono:
Competenze metodologiche, scientifiche e tecnologiche specifiche e capacità operative mirate alla tematica in oggetto, nel campo della Geomorfologia, della Geopedologia, della Geologia del Quaternario, delle tecniche geognostiche di campo (carotaggi, geofisica di superficie) dello scavo archeologico stratigrafico e della relativa documentazione e di laboratorio (analisi pedo - sedimentologiche), in grado di contribuire ad un progresso delle conoscenze sul piano scientifico, di integrarsi in gruppi in gruppi operativi e a formulare rapporti d'indagine su situazioni specifiche sul piano delle applicazioni.
Sbocchi professionali:
Accesso a studi superiori (bienni, scuole di specializzazione), impieghi negli Enti dedicati dello Stato e delle Regioni, nei Musei, nei ruoli tecnico direttivi, negli Studi ed Aziende di architettura ed ingegneria, nelle Società di scavo archeologico che svolgono attività nel quadro della legge detta di "Archeologia Preventiva" (Legge 109/2005, DL 163/206), attività di liberi professionisti.

- Operatori della conservazione (Conservation scientists) in campo storico-artistico e archeometrico
Sono preparati a svolgere:
Studio e diagnostica dei beni di interesse storico-artistico e archeologico e dei loro ambienti di conservazione al fine di individuare la natura e provenienza dei materiali (lapidei, ceramici, metallici, lignei, pittorici e altri) impiegati nel realizzare tali beni culturali, le tecniche di produzione, lo stato di conservazione, le cause delle alterazioni e del degrado e di valutare il rischio concernente la conservazione a supporto delle operazioni di tutela e restauro e dei progetti di valorizzazione. Integrarsi a gruppi che pianificano e realizzano operazioni di restauro.
Le competenze previste sono:
Poiché tutte le attività lavorative nel settore ("heritage science") necessitano un approccio olistico il corso è stato progettato in modo tale da essere fortemente interdisciplinare e fornire competenze metodologiche, scientifico-tecnologiche e capacità operative nel campo della Biologia, della Chimica, del Diritto, della Fisica, dell'Informatica, della Mineralogia-Petrografia, e della Storia dell'Arte, specifiche ed avanzate, finalizzate a compiere ricerca, formulare expertises nel campo delle questioni di provenienza e collocazione storica, pianificare la conservazione e valorizzazione dei beni culturali in oggetto e redigere pubblicazioni scientifiche e rapporti d'indagine.
Nell'ambito dello studio e della diagnostica dei materiali di interesse storico-artistico, le competenze metodologiche e scientifiche prevedono la capacità di caratterizzare la più ampia gamma di materiali, quali lapidei, pittorici, metalli, organici e così via, rinvenibili nel patrimonio artistico ed archeologico, nonché i loro possibili prodotti di degrado. Sempre nell'ambito della caratterizzazione, le capacità tecniche sono orientate alla padronanza di metodiche e protocolli atti alla risoluzione di problemi che spaziano dall'analisi di micro-campioni sino allo studio totalmente non invasivo di opere d'arte integre. Le competenze includono quelle pertinenti all'ambito della prevenzione ovvero la conoscenza del complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio e rallentare il degrado connessi al bene culturale nel suo contesto.
Sbocchi professionali:
Accesso a studi superiori (bienni, scuole di specializzazione); impieghi in ruoli tecnico-direttivi negli Enti dello Stato e delle Regioni preposti alla tutela, alla gestione e alla conservazione del patrimonio culturale, nei Musei, nelle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo, della diagnostica, negli studi di architettura e ingegneria e nelle società di scavo archeologico; libera professione.

- Operatori della conservazione (conservation scientists) e della valorizzazione del patrimonio scientifico
Il curriculum prevede la formazione di operatori in grado di garantire la conservazione della strumentazione scientifica storica e finalizzarla alla diffusione della cultura scientifica. Una caratteristica peculiare del curriculum offerto è quella della conservazione e valorizzazione di strumenti moderni al momento della loro uscita dal ciclo della ricerca in quanto obsoleti. Essi rischiano di essere trascurati o rottamati in quanto non più utili e nello stesso tempo non ancora antichi. Col rischio che si perdono tracce di importanti scoperte il cui riferimento alla strumentazione usata potrebbe agevolarne la contestualizzazione e la comprensione.
Gli operatori dovranno essere in grado di selezionare la strumentazione che vale la pena salvaguardare e di comprenderne il suo significato all'interno del processo di conoscenza indotto dalla ricerca scientifica contemporanea.
I problemi metodologici posti dalla selezione e salvaguardia della strumentazione moderna saranno oggetto di particolare attenzione. La strumentazione moderna è spesso un prodotto industriale prodotto in vari esemplari. La conservazione di uno strumento non è legata quindi alla sua unicità ma ha senso se si riesce a comunicare con il linguaggio del museo (che è quello dell'allestimento) il processo che ha portato all'uso dello strumento in un percorso di conoscenza.
D'altra parte in epoca contemporanea vengono costruiti anche prototipi di strumenti che sono pezzi unici. L'operatore museale deve essere messo nelle condizioni di riconoscerne e valorizzarne il significato.
Oltre ai problemi metodologici di selezione e valorizzazione l'operatore museale dovrà essere in grado di capire come selezionare parti di strumentazione scientifica di grandi dimensioni, assolutamente inidonea ad essere collocata in musei. Purtuttavia spesso è con strumentazione di
grandi dimensioni che vengono realizzate importanti scoperte scientifiche.
Le loro competenze sono:
Le competenze saranno scientifiche e disciplinari a seconda della tipologia di museo (scientifico-tecnico, naturalistico, storico-scientifico, etc.). Una particolare attenzione sarà dedicata alla strumentazione usata.
Sbocchi professionali:
Accesso a studi superiori (bienni, scuole di specializzazione); impieghi in ruoli tecnico-direttivi negli Enti dello Stato e delle Regioni preposti alla tutela, alla gestione e alla conservazione del patrimonio museale scientifico, nelle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo; libera professione. Lo sbocco professionale di elezione è quello di curatore e di conservatore del patrimonio nei musei scientifici. Altro sbocco è quello dell'allestimento di mostre tematiche e quello di iniziative di divulgazione scientifica.

- Operatori della conservazione ("Conservation scientists") dei supporti digitali ed analogici dell'informazione
Sono in grado di svolgere:
Studio, monitoraggio, diagnostica, pianificazione e gestione degli interventi conservativi e di restauro dei supporti dell'informazione, nonché dei relativi contenuti informativi (archivistici, informatici, musicali, teatrali, cinematografici, etc.); progettazione e realizzazione di interventi per la comunicazione, la conservazione, la fruizione e la gestione dell'informazione nell'ambito degli archivi digitali e delle reti di archivi di beni culturali.
Le competenze associate alla funzione sono:
Il corso di laurea fornisce competenze nel campo dei metodi, principi e sistemi concettuali nonché degli strumenti analitici e diagnostici per lo studio e la conservazione dei beni culturali digitali e dei supporti dell'informazione.
Fornisce inoltre competenze nella conoscenza e padronanza degli strumenti e dei principali metodi quantitativi e qualitativi impiegati professionalmente nonché dei principali risultati di ricerca, dei più importanti sviluppi teorici, delle metodiche, delle buone pratiche e degli standard per la conservazione dei beni culturali digitali e dei supporti dell'informazione.
Sbocchi professionali:
Accesso a studi superiori (bienni, scuole di specializzazione); impieghi in ruoli tecnico-direttivi negli Enti dello Stato e delle Regioni preposti alla conservazione dei supporti dell'informazione (Biblioteche, Teatri d'Opera, Musei, ecc.), nelle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo; libera professione, nel ruolo di specialisti nell'analisi dello stato di conservazione, nell'individuazione e applicazione delle tecniche più efficaci per la conservazione, l'organizzazione e la fruizione tanto dei supporti digitali e analogici dell'informazione quanto dei contenuti informativi dei supporti stessi e nel ruolo di specialisti nella digitalizzazione e informatizzazione e catalogazione di patrimoni di interesse culturale (beni artistici, museologici, archeologici, etc.).
Statistiche occupazionali (Almalaurea)
Percorsi consigliati dopo laurea
Il conseguimento della laurea triennale in Scienze e tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti della informazione consente l'accesso alle lauree magistrali della classe LM-11 Diagnostica per la conservazione dei beni culturali attivate sia dall'Università degli Studi di Milano, sia da altri Atenei.
Milano
Stakeholders

Il corso dialoga con il territorio attraverso consultazione con le organizzazioni professionali, produttive e di servizio - a livello locale, nazionale e internazionale.