Scienze e tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti della informazione (Classe L-43)-immatricolati dall'a.a. 2011/12

Tipo di corso
Laurea triennale
180
Crediti
Accesso
Libero
3
Anni
Lingua
Italiano
Il corso di laurea si propone come obiettivo specifico di formare figure professionali qualificate ad operare nell'area dello Studio e della Conservazione dei Beni Culturali e dei Supporti della Informazione.
I laureati avranno le specifiche competenze metodologiche, scientifiche e tecnologiche necessarie per:
- svolgere interventi, anche a livello operativo, per
· valutare lo stato di conservazione del bene culturale,
· analizzare le caratteristiche morfologico-strutturali e le proprietà dei materiali che compongono il bene culturale;
- svolgere interventi nei seguenti settori specifici:
· rilevamento dei beni culturali,
· conservazione preventiva dei beni culturali, incluso lo studio dell'ambiente di conservazione,
· definizione dei progetti di intervento e di diagnostica mirati all'arresto di processi di degrado e di dissesto
o dei siti e dei manufatti archeologici,
o dei manufatti storico-artistici,
o delle collezioni museali,
o dei supporti dell'informazione nonché dei relativi contenuti informativi (archivistici, informatici, musicali, teatrali, cinematografici, etc.);
· conservazione dei supporti dell'informazione nonché dei relativi contenuti informativi;
- assumere i ruoli scientifico-tecnologici propri delle istituzioni e delle organizzazioni professionali preposte alla tutela, alla gestione e alla manutenzione del patrimonio culturale, nonché delle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo e del recupero ambientale;
- essere in grado di utilizzare efficacemente, in forma scritta e orale, accanto all'italiano la lingua inglese, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali;
- svolgere interventi, anche a livello operativo, per la comunicazione, la conservazione, la fruizione e la gestione dell'informazione;
- lavorare in gruppo, operare con definiti gradi di autonomia e inserirsi prontamente negli ambienti di lavoro.
A tale preparazione caratterizzante, viene inoltre affiancata una preparazione scientifica di base per fornire agli studenti i fondamenti dei principali metodi di indagine scientifica e professionale.
Le professionalità del laureato in Scienze e tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti della informazione, in base alla nomenclatura e classificazione redatta dall'ISTAT, rientrano solo in parte nel Gruppo delle Professioni tecniche più affini (3.4.4 - Tecnici dei servizi culturali), in quanto gli attuali codici ISTAT non sono adeguati a descrivere nella loro più ampia articolazione le effettive professionalità dei laureati in Scienze e Tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti della informazione.

Queste sono invece riconosciute dalla legge Madia ( 110/2014) che prevede Esperti di Diagnostica e di Scienze e Tecnologie applicate ai Beni Culturali tra le professioni previste nel Codice Beni Culturali. Anche nei profili professionali ICOM ve ne sono alcuni coerenti con la formazione erogata nel nostro corso di studi e più precisamente nella Carta Nazionale delle Professioni Museali (2008) al punto 4.3 "Ambito:
ricerca, cura e gestione delle collezioni".


I laureati in Scienze e tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti della informazione svolgeranno attività professionali presso enti locali e istituzioni specifiche, quali sovrintendenze, musei, biblioteche, archivi, nonché presso aziende ed organizzazioni professionali operanti nei settori dello scavo archeologico, del restauro, della tutela dei beni culturali, dell'informazione e dei relativi supporti.

In particolare, il corso si occupa della formazione di figure professionali di recente introduzione, di seguito elencate.

- Operatori geoarcheologi ed archeologi di terreno (specialisti della diagnostica in campo geoarcheologico e dello scavo archeologico)

Verranno preparati ad occuparsi di:

Rilevamento, studio e diagnostica dei siti e dei paesaggi archeologici, al fine di individuarne l'esistenza, delimitarne l'estensione, valutarne il grado di conservazione ed i processi di formazione, valutare i rischi in merito alla conservazione, a supporto delle operazioni di scavo archeologico, gestione della relativa documentazione e di progetti di tutela e valorizzazione.

Le loro competenze sono:

Competenze metodologiche, scientifiche e tecnologiche specifiche e capacità operative mirate alla tematica in oggetto, nel campo della Geomorfologia, della Geopedologia, della Geologia del Quaternario, delle tecniche geognostiche di campo (carotaggi, geofisica di superficie) dello scavo archeologico stratigrafico e della relativa documentazione e di laboratorio (analisi pedo - sedimentologiche), in grado di contribuire ad un progresso delle conoscenze sul piano scientifico, di integrarsi in gruppi in gruppi operativi e a formulare rapporti d'indagine su situazioni specifiche sul piano delle applicazioni.

Sbocchi professionali:

Accesso a studi superiori (bienni, scuole di specializzazione), impieghi negli Enti dedicati dello Stato e delle Regioni, nei Musei, nei ruoli tecnico direttivi, negli Studi ed Aziende di architettura ed ingegneria, nelle Società di scavo archeologico che svolgono attività nel quadro della legge detta di "Archeologia Preventiva" (Legge 109/2005, DL 163/206), attività di liberi professionisti.

- Operatori della conservazione (Conservation scientists) in campo storico-artistico e archeometrico

Sono preparati a svolgere:

Studio e diagnostica dei beni di interesse storico-artistico e archeologico e dei loro ambienti di conservazione al fine di individuare la natura e provenienza dei materiali (lapidei, ceramici, metallici, lignei, pittorici e altri) impiegati nel realizzare tali beni culturali, le tecniche di produzione, lo stato di conservazione, le cause delle alterazioni e del degrado e di valutare il rischio concernente la conservazione a supporto delle operazioni di tutela e restauro e dei progetti di valorizzazione. Integrarsi a gruppi che pianificano e realizzano operazioni di restauro.

Le competenze previste sono:

Poiché tutte le attività lavorative nel settore ("heritage science") necessitano un approccio olistico il corso è stato progettato in modo tale da essere fortemente interdisciplinare e fornire competenze metodologiche, scientifico-tecnologiche e capacità operative nel campo della Biologia, della Chimica, del Diritto, della Fisica, dell'Informatica, della Mineralogia-Petrografia, e della Storia dell'Arte, specifiche ed avanzate, finalizzate a compiere ricerca, formulare expertises nel campo delle questioni di provenienza e collocazione storica, pianificare la conservazione e valorizzazione dei beni culturali in oggetto e redigere pubblicazioni scientifiche e rapporti d'indagine.

Nell'ambito dello studio e della diagnostica dei materiali di interesse storico-artistico, le competenze metodologiche e scientifiche prevedono la capacità di caratterizzare la più ampia gamma di materiali, quali lapidei, pittorici, metalli, organici e così via, rinvenibili nel patrimonio artistico ed archeologico, nonché i loro possibili prodotti di degrado. Sempre nell'ambito della caratterizzazione, le capacità tecniche sono orientate alla padronanza di metodiche e protocolli atti alla risoluzione di problemi che spaziano dall'analisi di micro-campioni sino allo studio totalmente non invasivo di opere d'arte integre. Le competenze includono quelle pertinenti all'ambito della prevenzione ovvero la conoscenza del complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio e rallentare il degrado connessi al bene culturale nel suo contesto.

Sbocchi professionali:

Accesso a studi superiori (bienni, scuole di specializzazione); impieghi in ruoli tecnico-direttivi negli Enti dello Stato e delle Regioni preposti alla tutela, alla gestione e alla conservazione del patrimonio culturale, nei Musei, nelle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo, della diagnostica, negli studi di architettura e ingegneria e nelle società di scavo archeologico; libera professione.

- Operatori della conservazione (conservation scientists) e della valorizzazione del patrimonio scientifico

Il curriculum prevede la formazione di operatori in grado di garantire la conservazione della strumentazione scientifica storica e finalizzarla alla diffusione della cultura scientifica. Una caratteristica peculiare del curriculum offerto è quella della conservazione e valorizzazione di strumenti moderni al momento della loro uscita dal ciclo della ricerca in quanto obsoleti. Essi rischiano di essere trascurati o rottamati in quanto non più utili e nello stesso tempo non ancora antichi. Col rischio che si perdono tracce di importanti scoperte il cui riferimento alla strumentazione usata potrebbe agevolarne la contestualizzazione e la comprensione.
Gli operatori dovranno essere in grado di selezionare la strumentazione che vale la pena salvaguardare e di comprenderne il suo significato all'interno del processo di conoscenza indotto dalla ricerca scientifica contemporanea.
I problemi metodologici posti dalla selezione e salvaguardia della strumentazione moderna saranno oggetto di particolare attenzione. La strumentazione moderna è spesso un prodotto industriale prodotto in vari esemplari. La conservazione di uno strumento non è legata quindi alla sua unicità ma ha senso se si riesce a comunicare con il linguaggio del museo (che è quello dell'allestimento) il processo che ha portato all'uso dello strumento in un percorso di conoscenza.
D'altra parte in epoca contemporanea vengono costruiti anche prototipi di strumenti che sono pezzi unici. L'operatore museale deve essere messo nelle condizioni di riconoscerne e valorizzarne il significato.
Oltre ai problemi metodologici di selezione e valorizzazione l'operatore museale dovrà essere in grado di capire come selezionare parti di strumentazione scientifica di grandi dimensioni, assolutamente inidonea ad essere collocata in musei. Purtuttavia spesso è con strumentazione di
grandi dimensioni che vengono realizzate importanti scoperte scientifiche.

Le loro competenze sono:

Le competenze saranno scientifiche e disciplinari a seconda della tipologia di museo (scientifico-tecnico, naturalistico, storico-scientifico, etc.). Una particolare attenzione sarà dedicata alla strumentazione usata.

Sbocchi professionali:

Accesso a studi superiori (bienni, scuole di specializzazione); impieghi in ruoli tecnico-direttivi negli Enti dello Stato e delle Regioni preposti alla tutela, alla gestione e alla conservazione del patrimonio museale scientifico, nelle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo; libera professione. Lo sbocco professionale di elezione è quello di curatore e di conservatore del patrimonio nei musei scientifici. Altro sbocco è quello dell'allestimento di mostre tematiche e quello di iniziative di divulgazione scientifica.

- Operatori della conservazione ("Conservation scientists") dei supporti digitali ed analogici dell'informazione

Sono in grado di svolgere:

Studio, monitoraggio, diagnostica, pianificazione e gestione degli interventi conservativi e di restauro dei supporti dell'informazione, nonché dei relativi contenuti informativi (archivistici, informatici, musicali, teatrali, cinematografici, etc.); progettazione e realizzazione di interventi per la comunicazione, la conservazione, la fruizione e la gestione dell'informazione nell'ambito degli archivi digitali e delle reti di archivi di beni culturali.

Le competenze associate alla funzione sono:

Il corso di laurea fornisce competenze nel campo dei metodi, principi e sistemi concettuali nonché degli strumenti analitici e diagnostici per lo studio e la conservazione dei beni culturali digitali e dei supporti dell'informazione.
Fornisce inoltre competenze nella conoscenza e padronanza degli strumenti e dei principali metodi quantitativi e qualitativi impiegati professionalmente nonché dei principali risultati di ricerca, dei più importanti sviluppi teorici, delle metodiche, delle buone pratiche e degli standard per la conservazione dei beni culturali digitali e dei supporti dell'informazione.

Sbocchi professionali:

Accesso a studi superiori (bienni, scuole di specializzazione); impieghi in ruoli tecnico-direttivi negli Enti dello Stato e delle Regioni preposti alla conservazione dei supporti dell'informazione (Biblioteche, Teatri d'Opera, Musei, ecc.), nelle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo; libera professione, nel ruolo di specialisti nell'analisi dello stato di conservazione, nell'individuazione e applicazione delle tecniche più efficaci per la conservazione, l'organizzazione e la fruizione tanto dei supporti digitali e analogici dell'informazione quanto dei contenuti informativi dei supporti stessi e nel ruolo di specialisti nella digitalizzazione e informatizzazione e catalogazione di patrimoni di interesse culturale (beni artistici, museologici, archeologici, etc.).
Statistiche occupazionali (Almalaurea)
Percorsi consigliati dopo laurea
Il conseguimento della laurea triennale in Scienze e tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti della informazione consente l'accesso alle lauree magistrali della classe LM-11 Diagnostica per la conservazione dei beni culturali attivate sia dall'Università degli Studi di Milano, sia da altri Atenei.
Per l'anno accademico 2016/17 la Facoltà di Scienze e Tecnologie ha stabilito di organizzare per gli studenti immatricolati attività di supporto relative alle conoscenze scientifiche di base, per favorire l'inserimento nel percorso didattico scelto. A tal fine gli studenti dovranno sostenere una prova di valutazione volta ad individuare il loro livello di preparazione.
Tutte le matricole del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie per lo Studio e la Conservazione dei Beni Culturali e dei Supporti della Informazione devono sostenere la prova nazionale non selettiva di verifica delle conoscenze scientifiche.
Date della prova:
12 e 13 settembre 2016 (prima sessione)
28 e 30 settembre 2016 (seconda sessione)
28 e 29 novembre 2016 (terza sessione).
La data è assegnata al momento dell'immatricolazione e riportata sulla ricevuta.
Solo gli studenti che si immatricoleranno entro il 30 agosto potranno partecipare alla prima sessione del test e, in caso di Obblighi Formativi Aggiuntivi (OFA), seguire, in settembre, corsi propedeutici volti al recupero delle conoscenze matematiche di base.
Modalità di svolgimento e contenuti della prova
La prova si svolge in modalità online ed è composta da un questionario con domande di Matematica di base, Biologia, Chimica, Scienze della Terra.
Agli studenti che totalizzeranno meno di 10 risposte corrette nel modulo Matematica di base saranno assegnati Obblighi Formativi Aggiuntivi (OFA).
Attività di supporto e prove di recupero
Per gli studenti con OFA verranno organizzate attività di supporto nel periodo settembre-ottobre, seguite da prove di recupero con le quali lo studente dovrà dimostrare di aver migliorato la propria preparazione, oppure non potrà sostenere alcun esame del secondo anno prima di aver superato l'esame di Matematica Generale.
Esenzione dalla prova
Sono esonerati dal sostenere la prova di verifica:
1) gli studenti che si iscrivono avendo già conseguito una laurea;
2) gli studenti che si trasferiscono da un altro Corso di Laurea del nostro o di un altro Ateneo;
3) gli studenti stranieri che hanno conseguito all'estero il diploma di scuola secondaria;
4) gli studenti che, già prima di immatricolarsi, hanno sostenuto il TEST nazionale coordinato da con.Scienze (si veda: http://testingressoscienzepls.cineca.it) in una qualunque delle Sedi aderenti all'iniziativa e in una qualunque delle sessioni (anticipate o no) successive al gennaio 2015, purché abbiano conseguito nel modulo di Linguaggio Matematico di base un punteggio di almeno 12/25.
Ulteriori informazioni sono disponibili su sito della Facoltà http://www.scienzemfn.unimi.it.
Il corso di studi offre opportunità di svolgere periodi all'estero presso università e centri di ricerca europei sia per seguire corsi e sostenere esami sia per svolgere parte del lavoro di tesi/ricerca e il tirocinio per laureandi. Per queste borse ed, in generale, per lo svolgimento ed il riconoscimento dell'attività di ricerca all'estero, è fondamentale il coinvolgimento di un docente del corso che faccia da relatore o referente scientifico. Pertanto potenzialmente qualunque campo di studio nell'ambito del corso potrebbe offrire opportunità. E' possibile accedere a borse Erasmus "normali", che permettano di sostenere esami all'estero in aggiunta ad attività di ricerca (il corso è al momento inserito nel bando di scienze geologiche), e borse Erasmus Student Traineeship, dedicate esclusivamente ad attività di tirocinio e ricerca. Le università partner per il Traneeship fino a questo momento sono state l'università di Cergy-Pontoise (Cergy-Pontoise, Francia) e l'università di Santiago de Compostela (Santiago de Compostela, Spagna). La prima accoglie studenti interessati all'ambito biologico, la seconda studenti interessati agli ambiti della microbiologia e chimica. Il riconoscimento del tempo speso nell'università straniera è stato calcolato in 3 CFU/mese.
L'accesso ai due tipi di borse segue percorsi burocratici diversi con accesso tramite bandi distinti. L'attività che lo studente andrà a svolgere all'estero, sia didattica che di ricerca, va concordata con i referenti (docenti) delle università di origine e di destinazione tramite il "learning agreement". Questo documento, insieme al certificato dei voti e/o relazioni dell'attività di ricerca, permetterà il successivo riconoscimento ufficiale da parte del proprio Ateneo dell'attività svolta all'estero.
Oltre che rappresentare un'importante esperienza di vita (e portare ad apprendere bene la lingua locale), frequentare corsi e sostenere esami in università straniere permette di confrontarsi con sistemi didattici diversi ed acquisire maggiore flessibilità di approccio allo studio. Svolgere attività di ricerca / tirocinio all'estero spesso permette di accedere a facilities non presenti presso il nostro Ateneo (es., grandi strumentazioni), fare ricerca applicata in campi specifici ed interagire con gruppi di ricerca allargati. Tuttavia gli accordi per borse di studio per tirocini e ricerca possono essere stipulati con qualunque altra università o centro di ricerca, con cui i docenti e ricercatori del dipartimento abbiano già o possano avviare relazioni di collaborazione scientifica.
La frequenza ai corsi e ai laboratori è fortemente consigliata.
Primo semestre
Attività formative Crediti Ore totali Lingua SSD
Obbligatorio
Biologia vegetale 6 48 Italiano BIO/02
Chimica generale e inorganica 6 48 Italiano CHIM/03
Conoscenza della lingua inglese 3 24 Italiano L-LIN/12
Istituzioni di diritto per i beni culturali 6 48 Italiano IUS/10
Matematica generale 6 48 Italiano MAT/01 MAT/02 MAT/03 MAT/04 MAT/05 MAT/06 MAT/07 MAT/08 MAT/09
Secondo semestre
Attività formative Crediti Ore totali Lingua SSD
Obbligatorio
Elementi di mineralogia e petrografia 6 64 Italiano GEO/06 GEO/07
Fisica generale 6 48 Italiano FIS/01
Informatica generale 12 96 Italiano INF/01
Metodi probabilistici e statistici 6 48 Italiano SECS-S/01
annuale
Attività formative Crediti Ore totali Lingua SSD
Obbligatorio
Metodi di analisi per i beni culturali 9 72 Italiano FIS/07
Primo semestre
Attività formative Crediti Ore totali Lingua SSD
Obbligatorio
Chimica analitica 9 72 Italiano CHIM/01 CHIM/12
Paleontologia e geologia stratigrafica 6 48 Italiano GEO/01 GEO/02
Restauro dei beni culturali 6 48 Italiano ICAR/19
Secondo semestre
Attività formative Crediti Ore totali Lingua SSD
Obbligatorio
Microbiologia per i beni culturali 6 64 Italiano AGR/16
Non definito
Attività formative Crediti Ore totali Lingua SSD
Obbligatorio
Tirocinio 10 0 Italiano
Attività conclusive
Attività formative Crediti Ore totali Lingua SSD
Obbligatorio
Prova finale 6 0 Italiano
annuale
Attività formative Crediti Ore totali Lingua SSD
Facoltativo
Elementi di ottica e fisica nucleare 9 72 Italiano FIS/03 FIS/04
Primo semestre
Attività formative Crediti Ore totali Lingua SSD
Obbligatorio
Archeologia e storia dell'arte 12 96 Italiano L-ANT/07 L-ART/02
Facoltativo
Analisi non distruttive 6 48 Italiano ING-IND/23
Antropologia 6 48 Italiano BIO/08
Biologia - precorso 2 12 Italiano BIO/02
Biologia generale e ambientale 6 48 Italiano BIO/06
Chimica dei materiali 6 48 Italiano CHIM/05 ING-IND/23
Entomologia per i beni culturali 6 48 Italiano AGR/11
Museologia contemporanea 6 48 Italiano ING-IND/23 L-ART/04
Organizzazione e digitalizzazione di teche multimediali 6 48 Italiano INF/01
Paesaggio come bene culturale 6 48 Italiano GEO/04
Storia della tecnica 9 72 Italiano FIS/08
Secondo semestre
Attività formative Crediti Ore totali Lingua SSD
Facoltativo
Archeozoologia 9 72 Italiano BIO/05
Architettura rurale e del paesaggio 6 48 Italiano BIO/07
Archivistica dei beni culturali 6 48 Italiano M-STO/08
Chimica organica 9 72 Italiano CHIM/06
Esplorazione geofisica 6 48 Italiano GEO/11
Geoarcheologia e geologia del quaternario 12 96 Italiano GEO/04
Metodi chimico-fisici per la conservazione dei beni culturali 9 84 Italiano CHIM/02
Metodi chimico-fisici per la conservazione e il restauro dei supporti informativi 9 84 Italiano CHIM/02
Metodologie con raggi x per i beni culturali 6 48 Italiano FIS/03 FIS/04
Metodologie della ricerca archeologica 6 48 Italiano L-ANT/10
Sistematica animale 6 48 Italiano BIO/05
Sistematica vegetale 6 48 Italiano BIO/02
Non definito
Attività formative Crediti Ore totali Lingua SSD
Obbligatorio
Stage 8 0 Italiano
Regole di composizione
a - LO STUDENTE DOVRA' CONSEGUIRE 39 CFU SCEGLIENDO NON PIU' DI 5 FRA GLI INSEGNAMENTI AFFINI E INTEGRATIVI DELLA SEGUENTE TABELLA.
N.B.: l'insegnamento di Metodi chimico-fisici per la conservazione dei beni culturali non può essere scelto insieme a Metodi chimico-fisici per la conservazione ed il restauro dei supporti informativi (i due corsi sono in alternativa).
N.B.: l'insegnamento di Organizzazione e digitalizzazione di teche multimediali è propedeutico all'insegnamento di Laboratorio di tecnologie informatiche per la valorizzazione dei beni culturali, attivato nel corso di laurea magistrale in Scienze per la conservazione e la diagnostica dei beni culturali.
Attività formative Crediti Ore totali Lingua Periodo SSD
Elementi di ottica e fisica nucleare 9 72 Italiano annuale FIS/03 FIS/04
Analisi non distruttive 6 48 Italiano Primo semestre ING-IND/23
Antropologia 6 48 Italiano Primo semestre BIO/08
Biologia generale e ambientale 6 48 Italiano Primo semestre BIO/06
Chimica dei materiali 6 48 Italiano Primo semestre CHIM/05 ING-IND/23
Entomologia per i beni culturali 6 48 Italiano Primo semestre AGR/11
Museologia contemporanea 6 48 Italiano Primo semestre ING-IND/23 L-ART/04
Organizzazione e digitalizzazione di teche multimediali 6 48 Italiano Primo semestre INF/01
Paesaggio come bene culturale 6 48 Italiano Primo semestre GEO/04
Storia della tecnica 9 72 Italiano Primo semestre FIS/08
Archeozoologia 9 72 Italiano Secondo semestre BIO/05
Architettura rurale e del paesaggio 6 48 Italiano Secondo semestre BIO/07
Archivistica dei beni culturali 6 48 Italiano Secondo semestre M-STO/08
Chimica organica 9 72 Italiano Secondo semestre CHIM/06
Esplorazione geofisica 6 48 Italiano Secondo semestre GEO/11
Geoarcheologia e geologia del quaternario 12 96 Italiano Secondo semestre GEO/04
Metodi chimico-fisici per la conservazione dei beni culturali 9 84 Italiano Secondo semestre CHIM/02
Metodi chimico-fisici per la conservazione e il restauro dei supporti informativi 9 84 Italiano Secondo semestre CHIM/02
Metodologie con raggi x per i beni culturali 6 48 Italiano Secondo semestre FIS/03 FIS/04
Metodologie della ricerca archeologica 6 48 Italiano Secondo semestre L-ANT/10
Sistematica animale 6 48 Italiano Secondo semestre BIO/05
Sistematica vegetale 6 48 Italiano Secondo semestre BIO/02
b - Lo studente deve acquisire 12 CFU scegliendo liberamente tra tutti gli insegnamenti attivati dall'Ateneo, purchè culturalmente coerenti con il suo percorso formativo e non sovrapponibili, nei contenuti, agli insegnamenti fondamentali e opzionali già utilizzati nel piano degli studi.
Rientrano pertanto nella scelta tutti gli insegnamenti presenti in questo Manifesto degli studi che rispondano a tali criteri.
Gli studenti che hanno sostenuto l'esame di Biologia Vegetale potranno richiedere al Collegio Didattico il riconoscimento dei cfu relativi al pre-corso di Biologia organizzato nell'ambito di tale insegnamento.
Nel programma di ciascun corso vengono indicate, come propedeuticità consigliate, le materie delle quali è indispensabile la conoscenza prima di accedere al corso. E' responsabilità, oltre che interesse, dello studente attenersi a tali indicazioni.
Sedi didattiche
Le lezioni si svolgono nelle aule dei Settori Didattici di Città Studi.
Presidente del Collegio Didattico
LUCA TROMBINO
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